domenica 29 agosto 2010

L'incontro con la Cancha


Attendo l'inizio ufficiale del lavoro, mancano poche ore. Non ho fretta, non ce l'ho affatto, perchè nel frattempo mi sto dilettando con la città. Ogni tanto per le strade di Cochabamba, mentre cammino meravigliato ed immerso in ragionamenti senza capo ne coda, mi capita di notare i "cleferos", i giovani che stanno vivendo per strada e dei quali, forse, vi parlerò spesso durante quest'anno...Sono i giovani con i quali lavorerò e la loro presenza mi ricorda che a partire da domani, probabilmente il registro un po' cambierà...io conoscerò loro e loro conosceranno me, noi ci conosceremo, e questo potrà voler dire diverse cose.
Pertanto, attualmente, mi diletto in città...mi meraviglio positivamente, lascio scivolare il pensiero su percorsi nuovi ed incerti.
L'amica guida Lonely Planet sulla Bolivia, parla brevemente anche della Cancha, il mercato più grande della Bolivia, qui di seguito riporto il passaggio:
"Cochabamba è la città dei mercati più importanti della Bolivia. Il mercato principale è la Cancha, uno dei posti più grandi, affollati, caotici, claustrofobici e snervanti del paese. Tra le bancarelle si trovano tutti i prodotti immaginabili, ma fate molta attenzione ai borseggiatori".
Come spesso mi è capiato negli anni, riconosco l'efficacia descrittiva della famosa guida...con 5 aggettivi fa centro, ma io qua, se volete, avrei dell'altro.
Cochabamba è si, la città con i mercati più attivi della Bolivia. Il mercato principale è si, la Cancha...e si, è un mercato mastodontico e labirintico, mi danno l'anima ma non riesco a farvi un paragone che possa rendenre bene l'idea, il fatto è che oltre ad essere molto estesa, la bestia chiamata Cancha è pure fittissima...ci siamo andati ogni giorno di questa ultima settimana...ogni giorno ci siamo rimasti come minino 4 ore...e non l'abbiamo ancora vista tutta.
La Cancha ha un’energia fuori da comune, forse proprio perchè nei giorni di punta è affollata del tipo che si riescono a vedere distintamente le carie nelle bocche degli altri…la Cancha la sto adorando soprattutto perchè è caotica. Fragrande ed angosciante palcoscenico del tutto…dove lingue di pecora leccano teste mozzate di lama, che osservano tristi armadilli in gabbia, che sonnecchiano con pescivendoli audaci, che si coprono il capo con cappelli di pelle di vacca, che sono anche appesi di fianco a machete arrugginiti, che scintillano insieme a robot giocattolo, che dialogano con teste di pollo bollite, che flirtano con stoviglie degli anni ’70, che si impolverano vicino a vinili degli anni ’80, che si dimenticano come i videogiochi degli anni ’90…che si vendono su per giù tanto quanto le scarpe di marca, che camminano su fertilizzanti biologici, che si possono confondere con mangime per gatti…ci siamo capiti…pensate ad un oggetto o ad un soggetto? Nel caos chiamato Cancha c’è.
La claustrofobia non è mai stata un mio rilevante problema e sullo snervante non sono d’accordo…a me la Cancha stravolge, ma rilassa al contempo. Per ora i borseggiatori li ho solo notati da lontano.

Sono nuovo in città, uno straniero arrivato da un luogo di cui sente la mancanza…forse per questo mi diverto ad enfatizzare consapevolmente le cose inedite che incontro…però resta il fatto oggettivo che nel luogo da cui vengo, suoni, odori, contatti e presenze sono abbastanza differenti.
La Cancha è come se mi avesse fatto entrare e poi mi avesse chiuso dentro…mi ha guardato un po’ storto e mi ha chiamato gringo, mi ha condotto nelle sue viscere, dove il silenzio è re e si vedono oggetti di culto per noi potenzialmente assurdi. La Cancha mi diverte ma mi mantiene allerta, mi stupisce ad ogni angolo, mi attiva i sensi...
Mi ha messo sottosopra le regole alle quali ero abituato e allenato…ed è stato l’incontro che più di tutti mi ha introdotto a questa nuova logica di vita boliviana…cochabambina.
Non potevo non parlarne e non potevo non parlarne in questi termini.

Un abbraccio
Matteo

7 commenti:

  1. sei grande fratello

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  2. leggerti è tuffarsi nella cancha,almeno questa e la mia senzazione...bacione

    mariagrazia

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  3. Matteo,leggere il tuo scritto è come ammirare un quadro, con i suoi soggetti,i suoi colori,la realtà del momento,ecco il tuo racconto mi da queste emozioni,mi sembra di vivere il momento vissuto da te in modo reale,legato per sempre nel tempo e nella memoria.Continua così e ricordati che il sole che tu vedi,prima è passato sopra di me e quindi quotidianamente ti porta il mio saluto.Un bacione affettuoso.tuo papi

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  4. ho letto il tuo breve racconto..e non nego che sono rimasta un attimo a immaginarvi tu e Nic immersi in questo enorme mercato...

    State bene vi penso... Nerina

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  5. Ciao piccoli fuochi fatui, che bello perdersi nei vostri racconti... un GRAZIE a squarcia gola! deve essere un bel impegno scrivere così regolarmente, ma sappiate che da questa parte vengono apprezzati tantissimissimo... Non mollate! Saba & Lele

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  6. :) grazie a tutti! Saba devi dire al gruppo che abbiamo attaccato le vostre foto in cucina...colazione e cena sempre con Arte Capoeira...vi pensiamo...presto nuovi post sull'inizio del lavoro...abbraccio. Matte

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  7. Sempre emozionante leggervi...
    p.s presto in arrivô cafê e Krucipuzle :-))

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